Recensioni
DRAGONCLAWS – Moving Target
Dopo ben 12 anni di attesa, gli australiani Dragonsclaw tornano con il loro terzo album in studio, Moving Target, confermando il loro status di band di riferimento per gli appassionati di Heavy Metal tradizionale e Power Metal melodico. La formazione, guidata dal carismatico Giles Lavery (già noto per il suo lavoro con Warlord, Alcatrazz e Jack Starr), si avvale di una solida line-up che include i chitarristi Ben e Aaron Thomas, insieme ai leggendari Mark Zonder (batteria, Warlord) e Jimmy Waldo (tastiere, Alcatrazz). Con un simile background, è evidente che ci si può aspettare un lavoro di qualità, ma la vera sorpresa è l’evoluzione che la band ha intrapreso con questo nuovo capitolo.
A differenza dei precedenti lavori, che facevano del metal aggressivo e della potenza pura il loro punto di forza, Moving Target presenta un sound più riflessivo e intriso di un’energia più sotterranea. Sebbene l’influenza dei Judas Priest e dei Dio sia ancora presente, l’album si distacca da quei toni furiosi per abbracciare un approccio più legato al rock duro degli anni ’70 e al metal old-school, ma senza scivolare nel banale. La band sembra voler evolvere, senza però tradire le proprie radici, mantenendo un forte legame con la tradizione musicale australiana, caratterizzata da una grinta e un’energia difficilmente eguagliabili.
I brani di Moving Target sono un mix avvincente di riff potenti, melodie intriganti e un’incredibile attenzione ai dettagli. Canzoni come “The Road Beneath Your Wheels“, “Survival” e “Cry Wolf” mettono subito in chiaro cosa aspettarsi dal disco: un sound dritto e senza fronzoli, ma ricco di passione. In particolare, “Don’t Break the Silence Again“, con il suo groove travolgente, è uno dei pezzi più riusciti, capace di catturare l’attenzione grazie ai suoi ritornelli irresistibili e alla melodia che non lascia scampo.
Ma è con “Shadowfire” che la band raggiunge uno dei suoi picchi: una traccia che vede la partecipazione di Todd Michael Hall (RIOT) e che si distingue per l’intensità e l’energia che porta con sé. Le chitarre di Ben Thomas sono inconfondibili, taglienti e precise, mentre la voce di Lavery, seppur meno aggressiva rispetto ai lavori passati, colpisce per la sua versatilità, passando da momenti di grande potenza a passaggi più melodici, aggiungendo una profondità emotiva che arricchisce l’intero album.
Mark Zonder, con la sua batteria incisiva e la produzione cristallina, offre alla band la giusta spinta, enfatizzando ogni passaggio ritmico con una precisione che non può che essere apprezzata da chi ama il metal più tradizionale. Le tastiere di Waldo, pur mantenendo un ruolo più sottile, danno quel tocco atmosferico che conferisce al disco una profondità unica, arricchendo l’ascolto con sfumature che lo rendono molto più che una semplice raccolta di canzoni heavy metal.
La capacità compositiva della band emerge chiaramente, e nonostante il cambiamento di tonalità, Moving Target si conferma un album solido, capace di esprimere al meglio le potenzialità di ogni singolo membro. Se da un lato alcuni fan potrebbero essere sorpresi dalla scelta di ridurre l’intensità della proposta rispetto ai dischi precedenti, dall’altro chi sa apprezzare la qualità del songwriting e la maturità musicale della band non farà fatica a immergersi in un ascolto avvincente e coinvolgente.
In conclusione, Moving Target non è solo un ritorno, ma una vera e propria dichiarazione di forza da parte dei Dragonsclaw. Con una produzione dinamica e una serie di tracce che spaziano dal power metal al rock classico, il disco si presenta come un lavoro completo, che riesce a mantenere viva l’energia del metal tradizionale senza cadere nella ripetizione. E’ album che merita di essere ascoltato da chiunque ami il metal classico e l’Hard Rock di qualità. Moving Target è pronto a conquistare nuovi ascoltatori e a soddisfare quelli più fedeli, confermando i Dragonsclaw come una delle band più interessanti nel panorama metal moderno.
Country: Australia
Label: High Roller Records
Style: Heavy/Power Metal
Top Song: Shadowfire



