Recensioni
AXEMASTER – Of Beasts And Plagues
Ci sono band che attraversano le decadi adattandosi alle mode e altre che, nel bene e nel male, restano fedeli alla propria identità. Gli Axemaster appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Con “Of Beasts And Plagues”, in uscita il 19 giugno 2026 per Cosmic Fire Records, i veterani dell’Ohio tornano a riaffermare il proprio credo musicale: heavy metal americano duro, oscuro e diretto, costruito su riff massicci, ritmiche granitiche e un’atmosfera costantemente attraversata da un senso di minaccia e tensione.
Fin dalle prime battute dell’introduttiva “The Plagues Among Us” si percepisce che la band non ha alcuna intenzione di inseguire sonorità moderne o produzioni iper-lucidate. Il disco conserva un approccio ruvido e genuino che richiama lo spirito dell’underground metal degli anni Ottanta, ma senza risultare datato. Anzi, uno degli aspetti più interessanti dell’album è proprio il modo in cui gli Axemaster riescono a combinare la tradizione US Metal con influenze thrash e doom, creando un equilibrio convincente tra aggressività e pesantezza.
La prima metà dell’album è probabilmente la più efficace. “Murder Of Crows” colpisce per il suo riff incisivo e per un ritornello che resta impresso dopo pochi ascolti, mentre “The Dark Side” accentua ulteriormente il lato più cupo della band. “Kissed With A Fist” rappresenta uno dei momenti più coinvolgenti dell’intero lavoro: un mid-tempo possente, sostenuto da una carica quasi da arena metal, che dimostra come la semplicità, quando è supportata da una buona scrittura, possa risultare devastante. Anche “Terrortory” convince grazie all’ottimo bilanciamento tra melodia e impatto, mostrando una band ancora capace di scrivere brani dal forte carattere.
Uno degli elementi che valorizzano maggiormente il disco è la prova del cantante Geoff McGraw. La sua voce ruvida, autorevole e priva di inutili virtuosismi si adatta perfettamente al contesto sonoro degli Axemaster. Personalmente ho apprezzato il fatto che il gruppo non punti tutto sulla velocità o sulla tecnica esasperata, preferendo invece costruire tensione attraverso groove pesanti e riff dal sapore classico. È una scelta che rende il disco più maturo e, soprattutto, più coerente con la storia della band.
Non tutto però funziona allo stesso livello. Nella seconda parte della tracklist alcuni episodi come “Dealers” e “Forsaken II” risultano più complessi e meno immediati, richiedendo diversi ascolti prima di essere assimilati completamente. “Danse Macabre” è probabilmente il brano più particolare dell’album: inizialmente spiazza per alcune soluzioni melodiche insolite, ma col passare del tempo rivela una personalità che finisce per conquistare. Meno convincente invece “Machine”, che rallenta leggermente il ritmo complessivo del disco senza lasciare un segno memorabile.
La chiusura affidata a “Dagon Rising” e “Shadows Cast” restituisce comunque forza e spessore a un lavoro che, pur non essendo perfetto, conferma la solidità artistica degli Axemaster. Ciò che emerge chiaramente è la passione di una band che, dopo oltre quarant’anni di attività, continua a suonare con la stessa convinzione di chi ha ancora qualcosa da dimostrare.
“Of Beasts And Plagues” non è un album pensato per conquistare il pubblico mainstream né per reinventare il metal tradizionale. È invece un disco che parla direttamente agli appassionati dell’US Heavy Metal più autentico, quello fatto di atmosfera, sostanza e carattere. A mio avviso rappresenta uno dei lavori più convincenti pubblicati dalla band negli ultimi anni: imperfetto, certamente, ma sincero e ricco di quella personalità che oggi troppo spesso manca nelle produzioni moderne.
Country: USA
Label: Cosmic Fire Records
Style: US Heavy Metal, Power Metal, Heavy/Thrash Metal, Doom Metal
Top Song: Kissed With A Fist




