Recensioni
ARDITYON – Trenchslayer
Gli Ardityon sono un gruppo veneto attivo dal 2018 e già autore di un debutto omonimo nel 2019, mentre il loro genere è il più classico heavy/power, roccioso e melodico.
Questo nuovo lavoro vede all’opera una band molto maturata. Il CD, dalla copertina quasi thrash, si presenta molto compatto e dinamico, nonché fortemente critico, sul piano testuale, nei confronti dell’invadenza, da parte della tecnologia, nel mondo di oggi. In quarantadue minuti di musica e dieci brani, i tre veneziani – il batterista e fondatore Denis Novello, il cantante Valeriano De Zordo (ex Seven Dark Eyes, a fianco di Denis già negli Agarthic) ed il chitarrista Andrea Colusso (Never Night), coadiuvati dagli ospiti Simone Giovinazzo al basso e Mattia Gosetti agli arrangiamenti orchestrali – mettono sicurezza e calore espressivo in songs cariche di fascino e potenza, di malinconia e naturalmente energia, non senza, qua e là, un’opportuna vena orchestrale e sinfonica in sede di arrangiamenti (comunque assai moderni) e di impianto strumentale.
Apre l’album l’eccellente Subhuman World, granitica e tecnica. Armonici ed aggressivi anche gli episodi successivi, con i bellissimi inserti progressive di Spirit of Fire e gli altri più vicino allo speed-thrash tradizionale della formidabile The Livestock. Tradizione e potenza, quindi, ma anche melodia, come si diceva più sopra, ad esempio nella ballata finale, I’m in You. Chi ama i Judas Priest, Primal Fear, Sabaton e Megadeth è invitato a scoprire gli Ardityon, autori di un secondo disco davvero eccellente ed ambizioso, fra l’altro ottimamente prodotto. Trenchslayer offre un power/heavy spumeggiante e moderno, con cori epici e ritmiche sostenute. Bellissime poi anche le parti vocali, insieme sofferte e coinvolgenti, specie in Everything Is Lost, gran pezzo di bellicoso e complesso power tastieristico.
Inoltre, altra componente essenziale del suono degli Ardityon sono gli assoli chitarristici, che impreziosiscono, ulteriormente, canzoni come la grandiosa Wait For Me e la dirompente title-track. Notevole il basso in Final Countdown, così come l’enfasi lirica di Toxic Show, altri pezzi classici e attuali nel medesimo tempo, spesso sorprendenti, per arrangiamenti e per coesione.
Un altro centro per la nostra Underground Symphony, che, come sempre, mostra la strada al metal italiano, alzando ogni volta di più l’asticella delle proprie produzioni. Anche questo CD, in effetti, si segnala da parte e del gruppo e dell’etichetta, per cura e ispirazione, passione e attenzione ai dettagli. Da avere.
Country: Italy
Label: Underground Symphony
Style: Power Metal / Thrash Metal
Top Song: Spirit of Fire



